Filmografia

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1938 – Quando scoprimmo di non essere più italiani, regia, 2018 (doc)

ITALIA – 2018
di Pietro Suber

Regia : Pietro Suber
Produzione: Blue Film e Dario Coen. Istituto Luce
Consulenza storica: Amedeo Osti Guerrazzi
Fotografia e montaggio: Marco D’Auria
Musica: Rudy Gnutti

Con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell'Unione delle Comunità Israelitiche (Ucei), della Comunità ebraica romana, del Meis, Museo della Shoah di Ferrara .

In occasione dell’80 anniversario delle leggi razziali. E’ una ricostruzione delle vicende che portarono dalle leggi antiebraiche alla deportazione degli ebrei italiani (1943-45) attraverso  cinque storie raccontate dai diretti protagonisti o dai loro parenti più vicini: quella di una famiglia di ebrei fascisti massacrata sul Lago Maggiore nell’autunno del 1943 (la famiglia Ovazza), la storia di un ebreo del Ghetto di Roma che decide di lottare da solo contro la persecuzione nazista e che riesce a salvarsi grazie alla relazione con la nipote di un collaborazionista fascista, quella della famiglia di Franco Schonheit e dei suoi genitori, (deportati da Ferrara) tutti sopravvissuti al campo di sterminio nazista. Poi  la vicenda di una ebrea di Fiume che si salva nascondendosi a Roma presso la famiglia di un incisore del Vaticano. E infine la storia dei presunti delatori: quella di una famiglia di fascisti accusati di aver denunciato i vicini ebrei ai tedeschi.

A parlare infatti non sono solo le vittime, i perseguitati ma anche i cosiddetti persecutori e poi gli altri testimoni, cioè quella stragrande maggioranza di italiani che non aderì alle leggi razziali ma neanche si oppose. Di fatto una delle ultima occasioni per raccogliere delle testimonianze dirette su cosa successe dal 1938 al ‘45,  con l’intento di spiegare come questi provvedimenti hanno influenzato in seguito la storia del nostro paese. Considerando inoltre che  i testimoni dell’epoca stanno scomparendo e che  la conoscenza dei fatti tra le giovani generazioni è sempre più labile. Il film vuole anche raccontare quegli italiani che approfittarono della situazione, a volte con vero entusiasmo.
In uscita nell’autunno 2018.

 

Sierra Leone: la vita al tempo di Ebola, regia, 2015 (doc)

 

ITALIA – 2015
Con Nicola Berti

Regia Pietro Suber
Fotografia e montaggio: Nicola Berti
Produzione: Medici con l’Africa - Cuamm

Film documentario girato durante la recente epidemia di Ebola in Sierra Leone. La situazione sanitaria nel paese, con un sistema sanitario già fragile, viene illuminata attraverso la lente dell'intervento di Medici con l'Africa Cuamm e le voci dei suoi operatori impegnati negli ospedali di Pujehun e Lunsar. Strutture chiuse che cercano di riaprire, infermieri che hanno perso colleghi colpiti dalla malattia che provano a ricominciare, persone e comunità che devono ritrovare la fiducia in un futuro possibile: storie e volti di 6 mesi dentro a un incubo che non è ancora finito, anzi è proprio questo il momento più delicato in cui non bisogna abbassare la guardia.

Finalista al premio Marco Luchetta e al premio L'Anello Debole di Redattore Sociale. In onda su Tv 2000 (marzo 2015).

Meditate che questo è stato, regia, 2015 (doc)

ITALIA – 2015
Con Marco D’Auria

Regia : Pietro Suber
Fotografia e montaggio: Marco D’Auria
Produzione: Mirabilia
Musica: Moni Ovadia- Emiliano Duncan Barbieri

Con il patrocinio del Comune di Roma.
La storia di una lunga amicizia nata tra due adolescenti dentro il campo di sterminio di Auschwitz. Piero Terracina, ebreo romano, all’età di 15 anni venne deportato dai tedeschi con tutta la sua famiglia (otto persone) grazie alla delazione di un fascista. E’ riuscito a sopravvivere all’orrore di Auschwitz, unico della sua famiglia, per 13 mesi. Sami Modiano, ebreo di Rodi, all’epoca 13enne, racconta di essere scappato alla morte più volte. L’ultima, durante la marcia della morte, quando si è nascosto alla furia omicida delle SS tra le cataste dei cadaveri del lager. Il drammatico racconto e le parole di due testimoni che fanno proprio il monito di Primo Levi, citato nel titolo del film: "Meditate, che questo è stato. Vi comando queste parole, scolpitele nel vostro cuore... ripetetele ai vostri figli".

Distribuito con Tv 2000 e in Dvd con Repubblica/L'Espresso.

 

Deutschlandistan: vizi e virtù dell'integrazione tedesca, regia 2011 (doc)

Regia: Pietro Suber
Con Cecilia Carpio e Francesco Tosto.
Fotografia e montaggio: Francesco Tosto
Produzione: Goethe Institut Roma

Da anni il sistema  di integrazione è al centro del dibattito politico in Germania dove la cancelliera Angela Merkel ha sottolineato più volte  il fallimento del modello multiculturale tedesco. La stessa Merkel ha ribadito che la Germania non può fare a meno degli immigrati ma che questi si devono integrare ed adottare la cultura e i valori tedeschi. 

Il reportage è ambientato a Neukolln, quartiere di Berlino dove convivono 139 comunità straniere, diventato negli anni un vero e proprio laboratorio a cielo aperto sul tema integrazione. Le comunità vivono spesso in una sorta di autoisolamento: i turchi con i turchi, gli arabi con gli arabi e via dicendo. Con delle divisioni anche territoriali, strada per strada. Un quartiere dove il tasso di criminalità, soprattutto giovanile, è uno dei più alti della Germania. Tanto che l’opinione pubblica tedesca è sempre più favorevole alla linea dura nei confronti dei giovanissimi corrieri della droga (11-13 anni) sfruttati dai trafficanti in quanto non punibili secondo la legge tedesca. Neukolln è anche un quartiere dove le donne velate non vengono mandate a scuola dai loro padri, dove 3 giovani su 4 abbandonano i corsi prima del termine.  E dove alle elementari il 90% dei bambini non è di madrelingua tedesca.

Il modello di integrazione presenta anche numerosi paradossi. Ad esempio d’estate nelle tante Freibad, le piscine comunali di Berlino dove si pratica anche il nudismo, può capitare di vedere delle giovani ragazze tedesche che fanno il bagno vestite dalla testa ai piedi. Lo fanno per rispetto della cultura e della religione dei loro amici o fidanzati di origine araba, oppure solo per moda? Forse per tutte e due le ragioni perché, come spiega uno dei protagonisti del film:  “L’integrazione non è una cosa semplice e si porta dietro tanti problemi irrisolti!”.

 

I piccoli ambasciatori, regia, 2009 (doc)

Documentario sul sostegno a distanza in Kenya, in collaborazione con Amref. Distribuzione Amref, ottobre 2009.

Regia: Pietro Suber
Con Caterina Murino.
Sceneggiatura: Pietro Del Soldà
Fotografia e montaggio: Francesco Tosto

 

Argentina: un paese sull'orlo di una crisi di nervi, regia,2008 (doc)
con Guido Torlai.  documentario sulla crisi economica e sul boom della psicoanalisi in Argentina. In onda su “Doc 3”, Rai Tre, novembre 2009.
Primo premio produzione Ilaria Alpi 2008.

I giovani ribelli di Teheran, regia, 2006 (doc)
documentario sui diritti umani e sul cambio di sesso in Iran. In onda su “Kosmos”, Rete 4, novembre 2006.
Primo premio Saint Vincent 2007.

Il sangue dell'Impero, regia, 2004 (doc)
Documentario sulle lobby del petrolio in Texas girato prima della rielezione di George W: Bush alla Casa Bianca.  Con Gustav Hofer. In onda su “C’era una volta”, Rai Tre maggio 2004.

Shanghai: il gigante è in cammino, regia 2002 (doc)
con Antonio Santillo e Giovanni Sparo. Documentario sulla modernizzazione cinese. In onda su “C’era una volta, Rai Tre, novembre 2002.
Secondo premio Libero Bizzarri 2003, sezione Italia Doc.

Lo sciopero della fame nelle carceri turche, regia, 2001 (doc)
Documentario in onda su  “C’era un volta”, Rai Tre, novembre 2001.

Il racket della prostituzione tra Kosovo e Romania, regia, 2000 (doc)
Documentario in onda su  “C’era un volta” Rai Tre, novembre 2000.

Il ghetto nel cuore dell'America, regia, 1999 (doc)
Documentario sulla violenza nei quartieri neri di Washington. In onda su Moby’s, di Michele Santoro, Italia 1, giugno 1999.

 

Le donne sfregiate di Dacca, regia, 1998(doc)
Documentario in onda per “Moby’s” di Michele Santoro sulle donne sfregiate con l’acido in Bangladesh, Italia 1, novembre 1998.

 

Le 35 ore in Germania, regia, 1998 (doc)
Documentario  sulle condizioni di lavoro nello stabilimento Volkswagen di Wolfsburg (con Corrado Formigli) per Moby’s di Michele Santoro, marzo 1998. Premio Penne Pulite, Sarteano 1998.

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